Trasporti sostenibili? Qual è il mezzo di trasporto più ecologico?

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I trasporti sono uno dei comparti fondamentali indispensabili alla continuazione della società umana e della sua economia. Ogni giorno milioni di tonnellate di beni solcano gli oceani su navi cargo, si spostano lungo le strade o sopra i binari e vengono caricate sugli aerei. Dati del 2010 (IPCC) illustrano che i trasporti incidono per il 14% del totale sulla produzione di gas serra a livello mondiale.
In un’epoca in cui è necessario orientarsi verso una mobilità sostenibile la domanda viene naturale: quanto inquinano i diversi mezzi di trasporto?

Navi

Il trasporto per via mare conquista senza discussioni il primato di trasporto più inquinante.

Le navi da crociera che girano per i nostri mari producono nel totale più gas inquinanti di tutte le auto del continente europeo. Anche ferme al terminal, mantengono accesi i motori per permettere la continuazione dei servizi a bordo: non sorprende che le zone portuali delle città siano gli ambienti meno puri al mondo.

Le navi container, invece, date le peculiarità dei loro motori e del carburante impiegato, producono ognuna il quantitativo di gas serra corrispondente a 50 milioni di veicoli stradali (nonché un inquinamento ancora più dannoso, emanando scarti costituiti da composti di zolfo). Nonostante questo (e con le facilitazioni finanziarie comunitarie che detassano i combustibili marittimi) continuano a venire impiegate in quanto la loro capacità di carico su grandi distanze le rende, economicamente, efficienti e vantaggiose.

Treni

I treni si configurano come una via intermedia, capace di grandi volumi di carico e di percorrenza di lunghe distanze in tempi relativamente brevi, ma vincolati ovviamente dalla presenza e dalla struttura della rete ferroviaria.

Considerando un indicatore standard per fare una valutazione dell’azione inquinante (massa di CO2 equivalente formata per chilometro per ogni passeggero) il treno fornisce un’ottima prestazione con un valore molto basso: 41 g/km_pass.

In relazione al trasporto su rotaia, occorre fare una distinzione tra treni locali e treni ad alta velocità (TGV/Eurostar): se il quantitativo precedente di 41 g/km_pass è una media corretta per i treni regionali, la categoria dei treni veloci riesce a far calare le emissioni fino al pregevole dato di 6g/km_passeggero.

Per una più corretta valutazione dell’impatto inquinante dei treni ad alimentazione elettrica, bisognerebbe effettuare ulteriori considerazioni sull’origine dell’energia impiegata (fonti naturali rinnovabili, carbone, nucleare).

Aerei

Il trasporto aereo è probabilmente la categoria più controversa. Mezzo indispensabile per il trasporto veloce su grandi distanze, viene considerato uno dei (forse il) più inquinante dei sistemi di spedizione merci e persone.

Magari è il suo limite di carico a costituire il difetto più grande: questa caratteristica strutturale dei trasferimenti per via aerea infatti non consente alle spese di carburante e alle conseguenti emissioni inquinanti di venire ammortizzate su un grande numero di oggetti/persone portate a destinazione (come avviene per esempio nel caso delle navi container).

Un discorso simile lo si può fare con la distanza percorsa in rapporto alle emissioni di gas serra: la maggior parte dell’energia impiegata in un viaggio aereo viene fruita durante le fasi di decollo e atterraggio (mentre durante il viaggio in velocità di crociera i consumi calano sensibilmente). Questi fattori rendono più convenienti (sia a livello economico che a livello ecologico) i voli a lungo raggio rispetto alle rotte brevi: se utilizziamo il precedente indicatore (g CO2 prodotti per km per passeggero) il valore medio di emissioni per i viaggi brevi è 133, mentre per le destinazioni lontane cala a 102.

Considerando il fatto che l’emissione di alcuni tipi di inquinanti negli strati alti dell’atmosfera è più dannosa rispetto alle esalazioni a livello della crosta terrestre, questi numeri vengono ricalcolati e diventano rispettivamente 195 per le rotte intercontinentali e 254 per le destinazioni più vicine (arrivando secondo alcuni a 285 per i voli locali e nazionali). Per dovere di cronaca, questi dati sono ottenuti considerando una carico di 88 passeggeri per aereo: in realtà alcune medie fornite dalle compagnie aeree mostrano densità un po’ più alte (117 passeggeri su 135 posti disponibili) e quindi condizionano il calcolo delle cifre relative alle emissioni inquinanti riducendole leggermente (es: da 285 a 212).

Alcune curiosità: si calcola che un aereo produca le stesse emissioni che avrebbero 600 auto Euro-0: un esempio? Un volo da Londra a Città del Capo produce emissioni comparabili a quelle della gestione di un’abitazione media per un anno. Vengono stilate delle classifiche di logistica sostenibile per le compagnie aeree più efficienti nelle rotte, ma non c’è una gestione centralizzata del problema: fuori dalle convenzioni del Protocollo di Kyoto del 1997, l’obiettivo di riduzione delle emissioni degli aerei viene lasciato implementare a livello aziendale senza particolari controlli istituzionali.

Gli aerei producono il 2% delle emissioni totali mondiali e il 13% del totale globale del settore trasporti. Un consiglio per chi ha una forte coscienza ecologista ma non vuole rinunciare a un viaggio tra le nuvole: tendi a preferire tragitti lunghi, possibilmente senza scali e in classe economica (la maggior densità di passeggeri consente una riduzione pro capite delle emissioni inquinanti.

Veicoli stradali

In forza della sua flessibilità e dell’estensione capillare della rete viaria il trasporto su strada conquista il primato di mezzo più utilizzato per le spedizioni, tanto che a livello europeo si può osservare la sua preminenza (70%, rispetto al complementare 30% di via aerea e marittima).

Sul continente nel 2018 il trasporto su gomma costituiva il 76,4% della logistica a livello europeo e arrivava a superare l’86% nell’ambito nazionale italiano.

Per i veicoli stradali, se si vuole operare un confronto utilizzando l’indicatore di riferimento prima citato, si deve differenziare ulteriormente a seconda delle categorie:

Motociclette

I mezzi a motore che portano fino a due persone (in media 1,2) hanno un impatto di 72 g/km_passeggero. Nonostante la leggerezza del mezzo, il fatto che possano venire ospitate al massimo solo due persone è un elemento che non consente di avere una buona ottimizzazione delle emissioni del motore.

Automobili

Sulle auto il discorso si estende e si complica: i dati sembrano migliori rispetto a quelli relativi alle motociclette, e un valore di riferimento per un’auto di piccole dimensioni si attesta su 42 g/km_p (per un’auto medio-grande la cifra sale a 55).

Questi dati però sono sottostimati e non realistici in quanto presuppongono un’occupazione del veicolo di almeno 4 passeggeri: alla luce delle statistiche, che ci dicono che i veicoli girano per le strade in media con un valore di occupanti di 1,5, dobbiamo ricalcolare i valori di emissioni, considerando 2 o 1 passeggero, e otteniamo quindi rispettivamente 110 e 220 g/km_pass (il che rimette in giusta prospettiva il risultato di 72 prodotto dalle motociclette).

E le auto ibride? L’alimentazione elettrica dei veicoli consente di ottenere dati più confortanti (inferiori ai 43 g/km_p). Si deve solo sempre tenere in considerazione da dove proviene l’energia che li alimenta, come viene prodotta e che conseguenze provoca sull’ambiente.

Autobus

Come abbiamo visto, un numero alto di occupanti del mezzo consente ai dati relativi al consumo e all’inquinamento di venire ammortizzati e di diminuire proporzionalmente. Su questa linea, le caratteristiche del veicolo autobus aumentano l’efficacia del trasporto (considerata la presenza di un motore più inquinante, ma di un parallelo numero di passeggeri più elevato) e producono dati di emissione che possono oscillare dai 70 ai 100 g/km_pass (che diminuiscono anche fino a 27 se si prendono in considerazione servizi di trasporto autobus charter come Flixbus, che massimizza la presenza a bordo).

Camion

I mezzi per il trasporto pesante mostrano un valore di emissioni inquinanti vicino ai 150 g/km.

Questi dati, calcolati sui veicoli più recenti, tendono a peggiorare se si prende in considerazione il fatto che in media gli automezzi hanno un’età di 11,3 anni. A questo proposito è utile riconoscere che le innovazioni tecnologiche introdotte nel periodo 2000-2016 hanno contribuito a calare del 16% le emissioni di questa categoria.

Si ipotizza che in Europa una completa sostituzione dei mezzi con veicoli più ecologici (magari alimentati a gas naturale liquefatto GNL, che permette una diminuzione del 25% delle emissioni e del 90% del particolato) possa produrre un calo di 58 milioni di tonnellate di CO2.

Mezzi di trasporto ecologici alternativi e mobilità sostenibile in italia  

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Monopattini (elettrici): sono davvero ecologici?

Anche in questo caso è d’obbligo riflettere sull’origine dell’energia che alimenta le loro batterie: fonti rinnovabili? carbone? nucleare?

In ogni caso un calcolo corretto dell’impatto di questi mezzi deve tenere conto anche delle fasi produttive necessarie alla loro costruzione: ecco che una ricerca approfondita sul tema mostra un costo nascosto che non era stato preso in considerazione, e che si esplicita in un 79% delle emissioni prodotte nel luogo di produzione (si, praticamente solo la Cina!).

Tirate le somme, si calcola che per essere efficienti in senso ambientale, questi mezzi devono avere come minimo un utilizzo protratto per 9-10 mesi: nella realtà dei fatti, tra i loro limiti strutturali e le sollecitazioni delle buche e delle imperfezioni delle strade, i monopattini vengono utilizzati in media per 7 mesi e mezzo, con un conseguente valore di emissioni di 131 g/km_passeggero (più di quello di un’auto con solo due passeggeri).

Tornare al passato: dai cavalli vapore ai cavalli… veri!

Basta auto! Basta moto! Basta camion! Torniamo alle origini e utilizziamo la forza animale!

Ma è davvero un’idea ecologica?

In mancanza di dati specifici relativi agli equini, facciamo alcune considerazioni considerando mucche e affini.

Al mondo ci sono circa 300 miliardi di bovini. Ogni giorno respirano (producendo CO2) ed emanano esalazioni dal loro corpo (metano e altri composti), andando a costituire l’origine del 15% del totale mondiale dei gas serra.

Naturali e bucolici, hanno un principale difetto: non si possono “spegnere” temporaneamente nei momenti di non utilizzo, e ogni giorno producono, 24 ore su 24, respiro dopo respiro dai 200 ai 300 litri di metano.

Non hanno l’idea di essere proprio dei mezzi ecologici…

Esempi concreti

Finora abbiamo parlato di numeri e numeri: ma che cosa significano nella vita di tutti i giorni?

Facciamo un esempio per confrontare diversi tipi di percorso immaginando due tragitti: un viaggio da Roma a Parigi (circa 1500km) e uno da Roma a Bari (circa 500).

In auto le differenze non sono molto apprezzabili: andando a Bari si producono 51Kg di CO2, che diventano 139 nel caso di Parigi (circa tre volte tanto, ovvero praticamente proporzionale alla distanza, tipico del consumo più o meno regolare dei veicoli stradali).

Con il treno la differenza inizia a essere significativa: nel viaggio fino al capoluogo pugliese si formano 21 Kg di anidride carbonica. In questo caso la differenza tra treni regionali, locali e treni veloci a lunga percorrenza si può vedere con chiarezza: per arrivare ai piedi della Tour Eiffel il conto totale di CO2 emessa arriva a 35 Kg (solo 14 Kg in più, per un percorso lungo quasi tre volte tanto).

Anche il viaggio per via aerea testimonia l’incidenza delle fasi di decollo e atterraggio e il vantaggio di compiere uno spostamento diretto a lunga distanza. In questo caso le cifre sembrano invertite e controintuitive: spostarsi tra le due capitali comporta un’emissione di 104 (235 considerato l’impatto degli inquinanti in alta atmosfera), che aumenta a 140 nel percorso tra Lazio e Puglia.

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Da quello che abbiamo illustrato nel corso dell’articolo una cosa dovrebbe emergere, chiara e indiscutibile: non è possibile dare una risposta precisa e definitiva alla domanda qual è il mezzo di trasporto più ecologico.

A volte si sarebbe tentati di dire treno, veloce e capiente, ma non sempre è una scelta fattibile, considerate le limitazioni della rete ferroviaria.

Si potrebbe essere spinti a escludere a priori nave e aereo: sono di certo i più inquinanti, ma in certi casi (distanza e mancanza di tempo per l’aereo, quantità di carico per le spedizioni marittime) si è obbligati a usufruire di questo tipo di trasporto; come si suol dire, sono mali necessari.

Anche nei riguardi del trasporto per via stradale, al grande pregio della flessibilità capillare si oppongono obiezioni basate sugli effetti inquinanti e sui problemi legati al traffico della rete viaria.

Per terra, per mare, per via aerea… Una cosa che accomuna queste tre modalità di trasporto è questa: i costi, e in parallelo l’inquinamento, calano se si ottimizzano i carichi. Se proprio dobbiamo far circolare camion per le strade, almeno facciamo sì che siano pieni (o quasi)…

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